
Il mito del “fiuto del selezionatore”: intuizione o bias mascherato?
Quante volte hai sentito dire: “Ho fiuto per le persone”? Magari l’hai detto anche tu. Ma siamo sicuri che il cosiddetto “fiuto” non sia in realtà un modo elegante per dire… pregiudizio inconscio?
La trappola dell’intuizione
Nel recruiting, l’intuizione viene spesso valorizzata. Ma attenzione: ciò che chiamiamo intuito può nascondere:
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Abitudini consolidate
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Giudizi affrettati
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Preferenze personali
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Stereotipi sociali
Quando il fiuto tradisce
Immagina un colloquio in cui “a pelle” ti trovi bene con un candidato. Ti sembra simpatico, preparato, affidabile. Ma stai valutando lui o come ti fa sentire?
Oppure il contrario: una persona ti sembra distante, poco empatica. Ma magari è solo timida. E tu stai scartando una risorsa preziosa per un’impressione superficiale.
L’alternativa: metodo e consapevolezza
Il fiuto può avere un ruolo, ma solo se affiancato da:
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Griglie di valutazione oggettive
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Domande strutturate
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Confronti con altri recruiter
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Un training continuo sul riconoscimento dei bias
Conclusione
Non si tratta di scegliere tra istinto e ragione. Si tratta di usare entrambi… con consapevolezza.
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